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LE FO AL GENAR

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Non ti scordar di MeAss. Non ti scordar di me CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI PIGRA

Organizza

“LE FO AL GENAR”

presso le ex scuole

domenica 5 febbraio ore 12,00

ANTIPASTO - POLENTA E SPEZZATINO - DOLCE - CAFFE’ - VINO ACQUA: € 15,00

Seguira’ tombola e divertimento

IL RICAVATO DELLA TOMBOLA VERRA’ UTILIZZATO PER LE ADOZIONI A DISTANZA DEI NOSTRI DUE BAMBINI ETIOPI

Prenotazioni: Cristina e Anna (prenotazioni entro 1 febbraio)

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2012 15:28

FORUM

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ForumAncora poco e renderò disponibile il

forum !

Ho dovuto cambiare il portale per problemi di compatibilità e per rendere il forum più in generale sulla valle d'intelvi.

Quindi dovrete loggarvi (iscrivervi) anche a questo sito per accedere alle discussioni.

Datemi ancora una settimana o due e aprirò le porte.

Giochi di una volta: l'Oca

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l'ocal'Oca

Anche a oca si giocava in piazza. C’era (e c’è ancora, necessariamente ”ristrutturato"), un muretto alto circa un metro e venti che occupa sul lato Nord quasi un terzo della lunghezza della piazza e delimita verso questa uno spazio privato davanti a una casa d’abitazione.

Il muretto, che dal lato prospiciente la casa è alto una quarantina di centimetri ed è in pratica una lunga panchina col sedile allora in sasso e adesso in cemento, pareva messo lì apposta perché noi potessimo giocare a Oca (un gioco -come state per apprendere- che era quanto di più lontano si possa immaginare dal diffusissimo ”gioco dell’oca").

Formate le due squadre e stabilito, nei modi consueti, quale doveva star "sotto” (e nel caso dell’oca "stare sotto" significava davvero essere sotto), uno dei componenti di quest’ultima (chiamiamola squadra A) appoggiava le braccia, ripiegate, sulla sommità del muretto e poi, piegato in due, si stendeva verso la piazza. Un suo compagno si incurvava su di lui afferrandolo alle reni e mettendo la testa sotto un braccio, un terzo si piegava allo stesso modo sul secondo, sempre cercando di riparare la testa con un braccio, e cosi via fino all’ultimo. Alla fine si aveva un fila di cinque o sei ragazzi , curvi e abbracciati uno all’altro, che dal muretto si stendeva ad angolo retto verso la piazza.

A questo punto il primo dell’altra squadra (chiamiamola squadra B), quello che sapeva spiccare il balzo più lungo, prendeva la rincorsa e arrivato a ridosso della schiena dell’ultimo della fila di A vi appoggiava le mani di slancio per un balzo che lo portava a ricadere, se era veramente bravo, sulla groppa del primo della fila. Un suo compagno lo imitava cercando di regolare il balzo per ricadere sul secondo della fila, e cosi via fino all’ultimo della squadra B il quale -in teoria- con un saltino montava in groppa all’ultimo della squadra A.

Facile? A dirsi!

Intanto la prima regola del gioco imponeva a chi saltava che come ricadeva così doveva restare. Se arrivavi sbilanciato a destra o a sinistra potevi si aggrapparti e stare aggrappato a chi avevi sotto, ma non dovevi fare alcun movimento per migliorare la tua posizione (e naturalmente era tassativamente proibito a quelli sotto di fare alcun movimento che la rendesse più critica). Poi non era detto che il primo B che saltava (chiamiamolo B1) arrivasse fino alla groppa di A1. Magari non ce la faceva, oppure il timore di battere con troppa violenza le ginocchia contro il muretto lo induceva a ”frenare" un poco il balzo e se cadeva dove finiva A] e cominciava A2 lì doveva restare, riducendo lo spazio disponibile per i suoi compagni. E così per B2 era indispensabile arrivargli proprio a ridosso e magari stendersi un po' sopra di lui per non ridurre ulteriormente quello spazio. Insomma, a ogni B che saltava la situazione poteva farsi più difficile per la squadra, anche perché c’è sempre da ricordare che spesso si atterrava in una posizione di equilibrio precario che non si poteva correggere. Ecco perchè l’impegno che più frequentemente toccava all’ultimo B (e per questo si lasciava per ultimo quello che sapeva spiccare il balzo più alto) era di saltare in groppa a uno dei suoi. Alla fine, osservando di lato il complesso di quelli sotto e quelli sopra, invece della linea continua e regolare di un ”cavaliere" per ogni ”cavalcatura" era più facile vedere un profilo che ricordava le due gobbe di un cammello o la gobba unica di un dromedario.

Ho accennato alla possibile situazione critica della squadra B i cui componenti, aggrappati fra di loro, aggrappati a quelli della squadra A e talvolta appesi di traverso come bisacce, fanno sforzi tremendi per non ”cadere di sella", ma è facile immaginare che nemmeno i componenti di A hanno vita I comoda: qualcuno di loro sta magari reggendo da qualche minuto un peso doppio del proprio perchè su di lui gravano due B; qualcun altro deve resistere contemporaneamente a un peso sulla groppa e a quello di un B che aggrappato a lui e sorretto per quanto possibile da un compagno gli sta gradatamente scivolando sotto, ma ancora non molla, fin quasi ad assumere la posizione dei compagni di Ulisse sotto le pecore di Polifemo.

A questo punto avete già capito che lo scopo di quelli sopra è di restare comunque "in sella" fino a quando quelli sotto non ce la fanno più a reggerli, e lo scopo di quelli sotto è di resistere fino a quando uno di quelli sopra mette un piede (o qualunque altra parte del corpo!) a terra: nel primo caso al prossimo turno resta sotto la squadra A, nel secondo va "sotto” la squadra B.

Ma, e oca? Era il grido lanciato o il gemito emesso da quello della squadra sotto che per primo cedeva. Ma perchè oca? Non si sa. Forse perchè non si poteva confondere con altri richiami, i forse perchè era più breve e meno esplicito di "mi arrendo"...

Scegliete voi.

Anche se non comportava botte intenzionali agli avversari, dire che oca non era un gioco rude sarebbe negare l’evidenza, e alla fine qualche ammaccatura era inevitabile. Però nessuno si è mai fatto male seriamente e in conclusione le vere ”vittime" erano le mamme, un’altra volta alle prese con tasche penzolanti e asole vedove.

Al pòrtach dal Sìlu. : ll portico del Silu, com’era: un angolo bellissimo. È stato inevitabilmente cambiato, ma con rispetto, tanto che è bello ancora.

Tratto dal libro di Deo Ceschina
Si ringrazia la moglie Elisa Ceschina per la pubblicazione

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 22:52

PROSSIMAMENTE

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FORUMFORUM

Mi dispiaccio con voi che assiduamente vedete il blog dell'associazione amici di pigra (www.aapigra.it) ma speravo di aprire un Forum che trattasse degli interessi che abbiamo sulla valle d'Intelvi.

Purtroppo ho incontrato diversi problemi sulla pubblicazione del forum e sono costretto a rimandarlo. Ritengo il progetto solo rimandato e non abbandonato.

Lasciatemi uno o due mesi per prepararlo a nuove discussioni.

N.B.: la problematica riscontrata sarebbe subito risolta con l'abbonamento su un hosting (spazio su server internet) a pagamento troppo caro per le mie tasche che risentono la crisi. Sto cercano di ridurre i costi e preparare un sito/forum accessibile e con un discreto spazio per poter allegare foto ed altro materiale utile alle discussioni.

SCUSATE PER IL DISGUIDO

ARRIVEDERCI A PRESTO

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2012 20:36

gli Intelvesi

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Provincia di ComoCorso realizzato all’interno del Progetto INTERREG – P.O Formazione partecipata

Dai Magistri Cumacini ai Maestri dei laghi: gli Intelvesi

Artisti e architetti dal medioevo ai secoli moderni (X – XIX). Lezioni e visite di studio.

ENTI ORGANIZZATORI DEL CORSO: CFP- Agenzia per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro della Provincia di Como – Università degli Studi dell’Insubria – Comunità Montana Lario Intelvese

SEDE DI SVOLGIMENTO DEL CORSO (Teoria): CFP - Via Bellinzona, 88 Como – Monteolimpino;
telefono 031 57 10 55; fax 031 57 50 47; e-mail: s_agresta@cfpcomo.com ; web: www.cfpcomo.com

VISITE DI STUDIO IN LOCO: n. 5 sopralluoghi, tot 32 ore (Vedi elenco trasferte)

avvio posticipato al 30 Gennaio 2012.

 

La partecipazione al corso è gratuita.

Totale 58 ore

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Gennaio 2012 20:59

Presentazione libro

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I percorsi della scagliola intelveseP.I.A. Ecolarius: diffondere la cultura dell’ambiente e del paesaggio tra lago e montagna

Vi invita alla Presentazione del nuovo volume della Collana Perle d’Intelvi

I percorsi della scagliola intelvese

Simboli e devozioni tra fiori e colori marmorei

di Floriana Spalla

Bellavite Editore

Venerdì 20 gennaio 2012 - ore 21,00

Lenno - Biblioteca Comunale
a tutti i presenti sarà donata una copia del volume!

Accorpamento

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Comune di PigraI Comuni uniscono i servizi

E' il primo accorpamento, in molti considerano questo passo come una prova per la futura fusione: unita la polizia locale e la pubblica istruzione

San Fedele Intelvi, 27 dicembre 2011 - La Val d'Intelvi rompe gli indugi e annuncia il primo, storico,accorpamento di servizi tra Comuni, che in molti considerano l’anticamera di una futura fusione. D’altronde non c’erano altre alternative - a oggi - percorribili per Comuni minuscoli come Pigra e Blessagno - 302 abitanti il primo, 293 il secondo - sin da fine agosto a rischio scomparsa.

E così dal primo gennaio Blessagno, Casasco, San Fedele Intelvi e Pigra uniranno i primi due di sei servizi, cioè polizia locale e pubblica istruzione. Ai quattro Municipi potrebbe presto unirsi Ponna.

Si tratta questo sì di un passo sofferto (la legge non lascia a oggi alternative), per alcuni anche dal punto di vista economico. Il perché lo spiega il primo cittadino di Blessagno, Marco Longoni: «Nessuno ci toglierà mai la nostra identità, ma chi ha pensato a questi accorpamenti non ha certo fatto un favore a Comuni, pur piccoli, come il nostro. L’accorpamento del servizio di polizia locale comporterà un costo in più per il nostro Municipio. Era un servizio questo che gestivamo in proprio grazie all’unica addetta che oggi si occupa anche dell’anagrafe e della contabilità. La polizia locale sarà in capo a San Fedele e avremo i due agenti a disposizione 30 ore al mese. Certo sarà importante avere un presidio ad esempio all’uscita della scuola primaria o in altre occasioni. Dovremo però trovare tra le pieghe di un bilancio mai così all’osso i fondi per onorare questo servizio in convenzione. La legge non dà alternative».

Dunque, per ora si parte in quattro, in attesa che anche Ponna si unisca a Blessagno, Ponna, San Fedele e Casasco. Per la Val d’Intelvi, dove i campanili hanno ancora la loro rilevanza, è un passo che ha una valenza storica. Il sindaco di Blessagno, però, si spinge oltre: «Che senso ha accorpare servizi che poi vanno a gravare sulle casse dei singoli Comuni. A questo punto, meglio la fusione. Chi deve decidere lo faccia in tempi brevi, senza dimenticare che comunque i singoli Municipi sono presidi insostituibili sul territorio». Dunque, la soluzione potrebbe essere quella di una fusione calata dall’alto, snella e sostenibile sotto tutti i punti di vista. Il dibattito resta aperto.

di Marco Palumbo (il Giorno di Como)

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Gennaio 2012 23:12

I tòr

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i toriI tòr (I tori)

Il gioco dei "tori" si faceva in piazza. Quale piazza? La piazza. 
A Milano quando si dice "in Galleria” nessuno chiede quale galleria!

La pavimentazione della piazza era in terra battuta (ideale per molti giochi) ma lungo tutto il suo lato nord passava (e passa) la strada principale del paese, che allora aveva il fondo di ciottoli e in quel tratto divideva la piazza dalle case.

Il gioco contrapponeva due squadre che in origine si chiamavano rispettivamente Tòr (Tori) e Pnstùu (Pastori). l Tori avevano facoltà di "incornare" i Pastori ai fianchi con zuccate alle quali i Pastori opponevano i gomiti, ma questa pratica non era molto seguita perché agli effetti del risultato della partita poteva essere controproducente per i Tori. Anche per questo il gioco fini col chiamarsi semplicemente i Tòr e col contrapporre due squadre di Tori.

Le squadre si formavano col solito sistema di scelta alternata dei componenti da parte dei due più quotati per quel tipo di gioco e che avevano fatto a "pari e dispari". Se era presente, uno dei due era inevitabilmente il Zipìn dal Togn che aveva veramente la struttura e la forza di un torello e che spesso risultava determinante per la vittoria della squadra cui apparteneva.

Le regole del gioco erano semplicissime. Una squadra si schierava tutta sull’acciottolato e l’altra la fronteggiava sulla terra battuta (una linea continua di pietre interrate con l’acciottolato segnava visibilmente il confine tra le due zone). Al ”pronti, via!" tutti i componenti di una squadra, tenendosi in qualche modo uniti tra loro, si buttavano su quelli dell’altra afferrandoli il più saldamente possibile in qualunque parte del corpo (ricordate il “prendi come puoi" della lotta libera?) e cercando di trascinarli tutti sul proprio terreno, così vincendo la partita.

Insomma, era una specie di tiro alla fune senza la fune in cui immediatamente le due squadre trasformavano lo schieramento iniziale in un groviglio inestricabile, fondendosi in mischie che non avevano nulla da invidiare a quelle del "rugby".

D’accordo, era sopra tutto un gioco di forza, ma non solo di forza: perché oltre che ”tirare" si poteva anche "spingere" dopo aver aggirato gli avversari (senza mai staccarsi dal gruppo per non indebolire la propria squadra: ecco un motivo per cui si rinunciava a ”incornare”); perché occorreva cogliere gli avversari nei loro momenti critici; perché si doveva magari fingere un cedimento che preludeva invece allo strattone finale che portava tutti i tori dell’acciottolato sulla terra battuta, o viceversa.

Il gioco aveva fasi alterne di predominio dell’una o dell’altra squadra e il risultato restava in bilico finché anche uno solo dei componenti di una squadra teneva un piede sul proprio terreno, mentre tutti i suoi compagni stavano ormai combattendo in campo avverso. Quando anche quell’uno cedeva la partita finiva e se ne cominciava un’altra semplicemente invertendo le posizioni di partenza.

Ora vinceva una squadra, ora l’altra. Il gioco era violento ma non cattivo né pericoloso: alla fine si contavano "feriti" soltanto fra gli indumenti e gli unici ”morti" che restavano sul terreno erano i bottoni!

Tratto dal libro di Deo Ceschina
Si ringrazia la moglie Elisa Ceschina per la pubblicazione

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Gennaio 2012 13:14

Concessione degli Alpi di Orimento e di Gotta

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Comunità Montana IntelveseINDAGINE ESPLORATIVA DEL MERCATO

Avviso esplorativo per manifestazioni di interesse alla Concessione degli Alpi di Orimento e di Gotta e di altri fabbricati destinati a finalità turisticoricreative e culturali rispettivamente nei Comuni di San Fedele Intelvi e Pellio Intelvi (CO), finalizzati ad un utilizzo multifunzionale con prevalenza per le per attività d’alpeggio, ricettiva, didattico-culturale.


1. Oggetto

La Comunità Montana Lario Intelvese (C.M.L.I.), come disposto con deliberazione della Giunta Esecutiva n.47/21.12.2011, intende verificare l’eventuale disponibilità di soggetti interessati alla concessione per la gestione multifunzionale ed integrata dei seguenti Alpi:

Orimento, in Comune di San Fedele Intelvi, di proprietà della Comunità Montana Lario Intelvese, superficie complessiva di pascolo di ha 22 circa, carico ottimale di 18 UBA, con annessa stalla con caseificio d’alpe, struttura ricettiva con 16 posti letto, Ecomuseo con Sala convegni attrezzata e bar bianco (vedi schede allegate).

Gotta, in Comune di Pellio Intelvi, nella Foresta Demaniale Regionale “Monte Generoso” Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.), di proprietà di Regione Lombardia, superficie complessiva di pascolo di ha 8 circa + 10 ha pascolo cespugliato, carico ottimale di 12 UBA, con annessa stalla e due fabbricati ad uso ricettivo, con 16 posti letto (vedi schede allegate), in fase di concessione alla Comunità Montana da parte di ERSAF.

I due Alpeggi distano tra di loro 2 km circa.

L’intero compendio Orimento-Gotta è stato oggetto di importanti investimenti nell’ambito di interventi di programmazione integrata, quali l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) “Magistri Comacini”, il Progetto Integrato d’Area (PIA) “Ecolarius”; il Grande Progetto di Montagna (GPM), “Progetto di sviluppo delle Prealpi comasche”; l’Interreg IIIA ”Progetto strategico per la promozione del turismo ambientale nel territorio transfrontaliero”, il Programma valorizzazione patrimonio immobiliare (ProValPi) della Regione Lombardia, cofinanziati da numerosi soggetti pubblici e privati.

Continua a leggere dopo --> Clicca "Leggi Tutto"

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Gennaio 2012 07:31

CENA di GALA

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Corpo musicale valle d'intelviCORPO MUSICALE di SAN FEDELE INTELVI

CENA di GALA

Giovedì 5 gennaio 2012 - ore 20.00

presso il RISTORANTE VALLE INTELVI

MUSICA E DIVERTIMENTO PER TUTTI !!

una nota di simpatia con tanti, tanti auguri

prenotazioni:
ristorante valle intelvi tel 031 830142
pres.roberta valsecchi tel 031 830002
elettro & casa (giusy) tel 031 830231
starlight (carminati) tel 031 830154

Cerano Film

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ControluceGruppo fotografico "Controluce" - Piazza Europa, 3- 22020 CERANO D'INTELVI (Co)

7 gennaio 2012, ore 21

presso il Palalanzo, si terrà una serata di proiezione di alcuni cortometraggi tratti dalla 1^ edizione del Festival di cortometraggi "Cerano Film"

SERATA di CORTOMETRAGGI

organizzata in collaborazione con la Pro Loco ed il patrocinio del Comune di Lanzo d'Intelvi.
Ingresso libero e gratuito

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Dicembre 2011 13:17

Magistri Intelvesi

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Corriere di Como

Gli artisti dei laghi sbarcano su Internet

Affreschi Magistri IntelvesiVenerdì 23 Dicembre 2011

Tesori locali - Una nuova rivista internazionale online diretta da un docente universitario studia l’opera dei “Magistri cummacini” in area insubrica

Recuperare il senso di una storia comune. È questo l’obiettivo che si pone Artisti dei Laghi, la nuova rivista culturale online tutta consacrata alla storia dell’arte e in particolare dedicata all’epopea plurisecolare dei “Magistri cummacini”. Tra pochissimo la si potrà leggere dalle pagine del sito Internet di Appacuvi, l’associazione culturale dell’area intelvese che ebbe tra i suoi fondatori anche la filologa dell’Università di Pavia, Maria Corti.

Con questa iniziativa, però, il sodalizio vallintelvese, che si è molto prodigato per segnalare e denunciare il degrado dei monumenti nel nostro territorio e proporre la salvaguardia dei nostri più importanti tesori d’arte, raggiunge una dimensione geografica decisamente superiore, praticamente planetaria.

«Artisti dei Laghi sarà pubblicata in tre lingue», spiega infatti Andrea Spiriti, che è professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università degli Studi dell’Insubria, nonché direttore scientifico della nuova rivista.

«Quella originaria dell’autore dell’articolo - continua il professor Spiriti - poi l’inglese, lingua franca della comunicazione scientifica internazionale, e infine l’italiano. In questo modo vogliamo raggiungere il massimo dell’esposizione globale».

Al centro dell’attività della nuova rivista, che avrà frequenza annuale con il primo numero in uscita in questi giorni di Natale - «Ma anche il secondo è praticamente già fatto», commenta Andrea Spiriti, soddisfatto per l’accoglienza che la comunità scientifica ha riservato al nuovo strumento di divulgazione - saranno dunque quei millequattrocento anni dall’Editto di Rotari, il sovrano longobardo che per primo riconobbe dignità e autonomia ai maestri muratori della regione dei laghi, fino ai primi decenni del ventesimo secolo.

«“Cummacini”, “cum machinis”, perché erano maestri nell’utilizzo di ponteggi e tecnologie costruttive, nello sfruttamento delle migliori qualità e caratteristiche dei materiali. E sapevano, per prima cosa, che la bontà di un lavoro dipende dalla cura dei dettagli, dall’attenzione anche al più piccolo dei particolari», dice il professore dell’Università dell’Insubria.

Il vero segreto dei “Magistri cummacini”, però, è stata la capacità di creare un sistema, di lavorare tutti insieme, fare team, come si direbbe oggi.

«Avevano dei legami familiari e con il territorio fortissimi. I mesi invernali, durante i quali chiudevano i cantieri e tornavano a casa, in Valle Intelvi, in Valsolda, a Porlezza, Lugano, Carona, Melide, Bissone, Campione, in Valle di Muggio e nelle altre località di cui erano originari, servivano anche per rinsaldare i vincoli di parentela, da cui tutto dipendeva. E poi, particolare non insignificante, per scambiarsi informazioni sui progetti fatti, sulle tecniche di costruzione, sui clienti. È grazie a questo particolare sistema di formazione che dovunque abbiano lavorato, dall’Italia meridionale ai Paesi baltici, dalla Scandinavia all’Ucraina, troviamo un’incredibile continuità nelle tecniche di progettazione e di lavorazione».

La civiltà europea deve moltissimo a questi “muratori”. Ci sono capitali storiche, come Praga o San Pietroburgo, che sono state praticamente costruite dai mastri edili delle valli del Lario e del Ceresio.

«Si può dire che siano stati loro a costruire il nostro mondo: da Madrid a Stoccolma, da Cracovia a Napoli», dice il professore Andrea Spiriti.

Eppure, questo loro ruolo è quasi misconosciuto: si conoscono i nomi più importanti, i Francesco Borromini, per citarne uno, ma si ignora completamente l’importanza del sistema-“Magistri cummacini”, quella loro capacità di fare team, di organizzare il lavoro, di puntare alla solidità del risultato.

«La storia vuole che quando il Re di Polonia venne messo di fronte alla scelta tra il progetto di un architetto fiorentino e quello di un maestro delle terre dei laghi, scelse quest’ultimo, perché i “Magistri cummacini” garantivano sia la consegna del progetto terminato, sia la qualità del lavoro. Quante volte, invece, i grandi del Rinascimento fiorentino e romano, perfino gli Alberti e i Brunelleschi, sono stati ad abbandonare un progetto perché impossibilitati a completarlo?».

A cosa è dovuto questo oblio, sia pure parziale, della storia degli “Artisti dei Laghi”?

«Alla mancanza di un senso comune del territorio e della storia», risponde il direttore scientifico della nuova rivista. Esattamente ciò che questa pubblicazione appena varata sul web Artisti dei Laghi si propone di recuperare con il contributo internazionale dei suoi studiosi.

Franco Cavalleri

Nella foto: Gli affreschi della chiesa dei Santi Nazaro e Celso a Scaria, in Valle Intelvi, uno dei tanti capolavori dei Maestri comacini

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Dicembre 2011 20:13

Un Pigrese sul podio

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kevin olivieriKevin trionfa a Macolin, i Kids quinti a Somma Lombardo

Titolo svizzero per Oliveri

Sabato 19 novembre a Macolin il chiassese Kevin Oliveri ha vinto le Finali nazionali della categoria -73 kg cadetti di judo.

Tre gli incontri vinti tutti per ippon. Concentrazione perfetta, presenza di spirito e varietà negli attacchi sono stati gli elementi caratteristici di una maiuscola prestazione.

All’ultimo anno della categoria cadetti Kevin non ha mancato l’appuntamento con il podio e addirittura ha centrato l'obiettivo massimo.

Grande la soddisfazione al DYK, il titolo conferma l'ottimo momento della società.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Dicembre 2011 14:30

Funivia

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Funivia Argegno - PigraBuon anno Funivia

GRANDE ANNO PER LA FUNIVIA ARGEGNO-PIGRA

Il sindaco di Pigra, Claudio Romanò, conferma gli incredibili dati di utilizzo della nostra funivia.

i passeggeri funivia al 30/11/2011 sono 29.450, risultato di cui sono molto soddisfatto sperando che il prossimo anno venga confermato.

Quindi alla fine dell'anno si può ragionevolmente pensare che si superino tranquillamente i

30.000 passeggeri.

La crisi che attanaglia l'italia, l'europa ed in generale il mondo intero non ha nemmeno sfiorato la Funivia.

Il prossimo anno sarà sicuramente migliore.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Dicembre 2011 13:32

Buon Natale

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Nataleun lieto Natale

e un generoso anno 2012

 

Tra poco sarà Natale molti se ne sono andati troppo presto o se ne sono andati così senza lasciarci il tempo di rendercene conto... Se guardiamo il cielo ci piace pensare che ci guardano... Spesso li ricordiamo.... al mattino,la notte...quando guardiamo le stelle...una canzone...un luogo...un odore...In memoria di coloro che ci hanno lasciato...dedicandola a che ti manca e oggi ti guarda dal cielo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Dicembre 2011 09:27

Presepi in Mostra

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presepioCristina, Paola, Corinna, Mariarosa, Umberta

in collaborazione con Ia Pro loco Lanzo Scaria

con il patrocinio del Comune di Lanzo

Presepi in Mostra

II edizione

via Canevali (cx consorzico) LanzoComune di Lanzo

8-10-11-17-18 dicembre - dal 23 dicembre al 8 gemmio

mattino h 11 /12 pomeriggio h 16/18

Natale pomeriggio c primo di gcnnaio chiuso

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Dicembre 2011 11:15

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