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la casa delle storie intelvesi

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transcultura

in occasione dell’apertura a milano di un proprio sportello transculturale presenta ai propri amici/soci a partire dal 13.04.2012

una serie di week and in valle intelvi como

la casa delle storie intelvesi

in virtu’ dell’attivita’ volontaria di mauro verga studioso dei problemi della comunicazione interculturale un gruppo di autori di libri della valle Intelvi e di esperti locali offrono agli amici milanesi una prestazione professionale gratuita per instaurare un dialogo solidale e vicendevolmente arricchente organizzando dei meeting di 2-3 giorni all’interno di agriturismi convenzionati – coordinatore logistico sig. Antonino bonfiglio agriturismo al marnich di Schignano co sui seguenti temi:

-la raccolta dei personaggi e/o luoghi rappresentativi della valle intelvi attraverso l’incontro con storie e narrazioni locali

-la scoperta di “chi” e’ il personaggio intelvese che cosa ha lasciato e cosa ha trovato

-l’arricchimento reciproco delle rispettive visioni della vita del rapporto con se stessi e con l’altro, delle proprie credenze e speranze, stupendosi, incuriosendosi, soffrendo e gioiendo attraverso il racconto della propria storia

-l’utilizzo della cultura della memoria ai fini dell’elaborazione di una cultura del progetto(come organizzazione del presente e del futuro)

-ampliare, confrontare, arricchire e integrare il proprio raccconto con quello dell’intelvese

-lasciare tracce tangibili e visibili della propria presenza, di se e della propria storia tali da poter essere raccolte, documentate e diffuse.

-riflettere meglio su se stessi e sulle proprie radici multietniche e multiculturali chiunque voglia approfondire queste tematiche, allargandole al mondo dell’arte e della cultura , dell’ambiente .....potra’ sempre avvalersi dei ns.esperti volontari che cercheranno di educare la vs.percezione visiva alla contemplazione estetica dei luoghi in tale circostanza potra’ appoggiarsi a uno dei tanti agriturismi della zona, chiedendo del responsabile a questo progetto sig.mauro verga per partecipare

-studioso dei problemi della comunicazione interculturale

c/o il traghetto via pertini 8/a 20020 arese mi - tel.3341903959 o verga.intercultura@libero.it

le parole che gli intelvesi non vi hanno mai detto

sezione

sponsorizzazione

alle organizzazioni/aziende della valle fidalizzati da questa esperienza verranno mostrate le opportunità di sponsorizzare eventi intelvesi a partire da maggio 2012 affinchè in un circuito virtuoso di fidelizzazione possano intervenire come sponsor.

scambio interculturale

n.b. questa operazione verra’ riproposta al contrario

la casa delle storie rhodensi

al mese di settembre 2012 con la visita al santuario di rho e ai processi produttivi delle aziende rhodensi interessate

a conclusione verrà consegnato un catalogo bibliografico della valle intelvi

altre attivita’

-creazione di corner valle intelvi nelle biblioteche per ulteriori approfondimenti con il catalogo “degli ospiti delle storie intelvesi”

 

CARNEVALE DI SCHIGNANO

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Carnevale di SchignanoCARNEVALE DI SCHIGNANO 2012

Domenica 12 carnevale bambini con sfilata pomeridiana (in alcuni anni non si distingue da quello del sabato)

Sabato 18 e martedì 21 febbraio carnevale tradizionale con sfilata pomeridiana

La sera del martedì in più veglione c/o palestra centro civico e a mezzanotte rogo

Ogni abitante decide se vestirsi in maschera e come in modo indipendente: quindi le maschere di un giorno potrebbero non esserci o essere diverse in un altro giorno.

BELLISSIMO !!!

 

...CREANDO UNA TRAMA...

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Riserva lago di pianoviste le numerose richieste di partecipazione al

Corso di Telaio a mano

tenutosi lo scorso mese di Gennaio, si è deciso di proporre una nuova sessione per chi, volendo partecipare, ne era stato escluso.

...CREANDO UNA TRAMA...

CORSO BASE DI AVVICINAMENTO ALLA MAGIA DELLA TESSITURA

25 Febbraio e 3 Marzo 2012

Intrecciare fili, colori e materiali con le mani da il tempo di lasciar lavorare la creatività, con pochi e semplici attrezzi, con poche e semplici regole vedremo nascere e crescere il nostro tessuto: "Che ciascuno lavori ogni giorno al proprio tessuto" (Gandhi)

COME ISCRIVERSI:

Direttamente alla Casa della Riserva nei seguenti orari: Lunedì dalle ore 09.00 alle ore 12.00 - Martedì dalle ore 09.00 alle ore 12.00 - Mercoledì dalle ore 14.00 alle ore 16.00 - Sabato dalle ore 09.00 alle ore 12.00

Attraverso la posta elettronica: riservalagopiano@cmalpilepontine.it

Telefonicamente allo: 0344/74.961

CONDIZIONI E PREZZI: Partecipanti: 10 - Posti disponibili: 3 - Iscrizione entro il 23 Febbraio 2012 - Quota partecipativa per 2 incontri: Costo del Corso € 50,00

Telaio (se lo si desidera avere dopo il Corso) € 15,00

INFO: RISERVA NATURALE REGIONALE: Lago di Piano - Via Statale, 117 - Fraz. Piano Porlezza - 22010 CARLAZZO (Como) - Tel. + Fax: 0344.74961 - e-mail: riservalagopiano@cmalpilepontine.it - VISITA IL NOSTRO SITO: www.riservalagodipiano.it

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 11:43

FORUM

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http://forum.intelvi.it/IL NUOVO FORUM E' PRONTO !!!

http://forum.intelvi.it/

Dovete iscrivervi seguendo la guida che trovate nel menù "Aiuto".

Una volta iscritti potete già intervenire alle discussioni.

Vi chiedo la gentilezza di inserire un messaggio di benvenuto nella apposita discussione http://forum.intelvi.it/index.php/forum/2-benvenuto/1-benvenuti-su-intelvi-forum

SPERO CHE POSSA ESSERE DI AIUTO A PROMUOVERE DEI DIALOGHI COSTRUTTIVI SULL'INTERA VALLE D'INTELVI.

APPACUVI IN GERMANIA

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APPACUVIL'Associazione Appacuvi organizza un

viaggio di studio in Germania

questo è il comunicato

Cari Soci ed Amici, il Programma del prossimo Viaggio Studio in Germania è pronto e pubblicato sul Sito Appacuvi.

Collegatevi con http://www.appacuvi.org/appacuvi/files/file/flipbooks/2012ViaggioStudio/index.html

Gradiremmo avere la vostra opinione sulla durata del Viaggio e ci auguriamo il vostro interesse alla partecipazione. 
Potrete risponderci compilando e ritornando ad appacuvi@appacuvi.org il Questionario qui sotto.

Buona lettura e... felice Viaggio !
La Direzione Appacuvi

GESTIONE CAPANNONE

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Comune di PigraBando per l’affidamento della gestione del

“Centro Turistico Sociale” o  meglio CAPANNONE

Il Sindaco di Pigra informa che è stato pubblicato nella mattina del 28.01.2012 il bando per l’affidamento della gestione del “Centro Turistico Sociale” che comprende immobile adibito alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande con annessi campo da tennis/calcetto, bocce e campo di calcio mediante il sistema di procedura aperta.

Così il Sindaco Claudio si augura:

Spero che finalmente si troverà una gestione che ridia un rilancio al paese sia sotto l’aspetto turistico che come punto di riferimento per gli abitanti.

Il Sindaco nella speranza di ravvivare dal punto di vista turistico l'intero paese ha poi detto:

Ho preferito tenere il canone basso e dare maggiore importanza alla professionalità ed al programma di gestione.

Allora fatevi avanti con le offerte e speriamo che siano interessanti sopratutto dal punto di vista professionale.

Gli estremi del bando sono pubblicati sul sito del Comune www.comune.pigra.co.it. (Amministrazione/Bandi di gara)

Giochi di una volta: l'Oca

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l'ocal'Oca

Anche a oca si giocava in piazza. C’era (e c’è ancora, necessariamente ”ristrutturato"), un muretto alto circa un metro e venti che occupa sul lato Nord quasi un terzo della lunghezza della piazza e delimita verso questa uno spazio privato davanti a una casa d’abitazione.

Il muretto, che dal lato prospiciente la casa è alto una quarantina di centimetri ed è in pratica una lunga panchina col sedile allora in sasso e adesso in cemento, pareva messo lì apposta perché noi potessimo giocare a Oca (un gioco -come state per apprendere- che era quanto di più lontano si possa immaginare dal diffusissimo ”gioco dell’oca").

Formate le due squadre e stabilito, nei modi consueti, quale doveva star "sotto” (e nel caso dell’oca "stare sotto" significava davvero essere sotto), uno dei componenti di quest’ultima (chiamiamola squadra A) appoggiava le braccia, ripiegate, sulla sommità del muretto e poi, piegato in due, si stendeva verso la piazza. Un suo compagno si incurvava su di lui afferrandolo alle reni e mettendo la testa sotto un braccio, un terzo si piegava allo stesso modo sul secondo, sempre cercando di riparare la testa con un braccio, e cosi via fino all’ultimo. Alla fine si aveva un fila di cinque o sei ragazzi , curvi e abbracciati uno all’altro, che dal muretto si stendeva ad angolo retto verso la piazza.

A questo punto il primo dell’altra squadra (chiamiamola squadra B), quello che sapeva spiccare il balzo più lungo, prendeva la rincorsa e arrivato a ridosso della schiena dell’ultimo della fila di A vi appoggiava le mani di slancio per un balzo che lo portava a ricadere, se era veramente bravo, sulla groppa del primo della fila. Un suo compagno lo imitava cercando di regolare il balzo per ricadere sul secondo della fila, e cosi via fino all’ultimo della squadra B il quale -in teoria- con un saltino montava in groppa all’ultimo della squadra A.

Facile? A dirsi!

Intanto la prima regola del gioco imponeva a chi saltava che come ricadeva così doveva restare. Se arrivavi sbilanciato a destra o a sinistra potevi si aggrapparti e stare aggrappato a chi avevi sotto, ma non dovevi fare alcun movimento per migliorare la tua posizione (e naturalmente era tassativamente proibito a quelli sotto di fare alcun movimento che la rendesse più critica). Poi non era detto che il primo B che saltava (chiamiamolo B1) arrivasse fino alla groppa di A1. Magari non ce la faceva, oppure il timore di battere con troppa violenza le ginocchia contro il muretto lo induceva a ”frenare" un poco il balzo e se cadeva dove finiva A] e cominciava A2 lì doveva restare, riducendo lo spazio disponibile per i suoi compagni. E così per B2 era indispensabile arrivargli proprio a ridosso e magari stendersi un po' sopra di lui per non ridurre ulteriormente quello spazio. Insomma, a ogni B che saltava la situazione poteva farsi più difficile per la squadra, anche perché c’è sempre da ricordare che spesso si atterrava in una posizione di equilibrio precario che non si poteva correggere. Ecco perchè l’impegno che più frequentemente toccava all’ultimo B (e per questo si lasciava per ultimo quello che sapeva spiccare il balzo più alto) era di saltare in groppa a uno dei suoi. Alla fine, osservando di lato il complesso di quelli sotto e quelli sopra, invece della linea continua e regolare di un ”cavaliere" per ogni ”cavalcatura" era più facile vedere un profilo che ricordava le due gobbe di un cammello o la gobba unica di un dromedario.

Ho accennato alla possibile situazione critica della squadra B i cui componenti, aggrappati fra di loro, aggrappati a quelli della squadra A e talvolta appesi di traverso come bisacce, fanno sforzi tremendi per non ”cadere di sella", ma è facile immaginare che nemmeno i componenti di A hanno vita I comoda: qualcuno di loro sta magari reggendo da qualche minuto un peso doppio del proprio perchè su di lui gravano due B; qualcun altro deve resistere contemporaneamente a un peso sulla groppa e a quello di un B che aggrappato a lui e sorretto per quanto possibile da un compagno gli sta gradatamente scivolando sotto, ma ancora non molla, fin quasi ad assumere la posizione dei compagni di Ulisse sotto le pecore di Polifemo.

A questo punto avete già capito che lo scopo di quelli sopra è di restare comunque "in sella" fino a quando quelli sotto non ce la fanno più a reggerli, e lo scopo di quelli sotto è di resistere fino a quando uno di quelli sopra mette un piede (o qualunque altra parte del corpo!) a terra: nel primo caso al prossimo turno resta sotto la squadra A, nel secondo va "sotto” la squadra B.

Ma, e oca? Era il grido lanciato o il gemito emesso da quello della squadra sotto che per primo cedeva. Ma perchè oca? Non si sa. Forse perchè non si poteva confondere con altri richiami, i forse perchè era più breve e meno esplicito di "mi arrendo"...

Scegliete voi.

Anche se non comportava botte intenzionali agli avversari, dire che oca non era un gioco rude sarebbe negare l’evidenza, e alla fine qualche ammaccatura era inevitabile. Però nessuno si è mai fatto male seriamente e in conclusione le vere ”vittime" erano le mamme, un’altra volta alle prese con tasche penzolanti e asole vedove.

Al pòrtach dal Sìlu. : ll portico del Silu, com’era: un angolo bellissimo. È stato inevitabilmente cambiato, ma con rispetto, tanto che è bello ancora.

Tratto dal libro di Deo Ceschina
Si ringrazia la moglie Elisa Ceschina per la pubblicazione

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 22:52

Accorpamento

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Comune di PigraI Comuni uniscono i servizi

E' il primo accorpamento, in molti considerano questo passo come una prova per la futura fusione: unita la polizia locale e la pubblica istruzione

San Fedele Intelvi, 27 dicembre 2011 - La Val d'Intelvi rompe gli indugi e annuncia il primo, storico,accorpamento di servizi tra Comuni, che in molti considerano l’anticamera di una futura fusione. D’altronde non c’erano altre alternative - a oggi - percorribili per Comuni minuscoli come Pigra e Blessagno - 302 abitanti il primo, 293 il secondo - sin da fine agosto a rischio scomparsa.

E così dal primo gennaio Blessagno, Casasco, San Fedele Intelvi e Pigra uniranno i primi due di sei servizi, cioè polizia locale e pubblica istruzione. Ai quattro Municipi potrebbe presto unirsi Ponna.

Si tratta questo sì di un passo sofferto (la legge non lascia a oggi alternative), per alcuni anche dal punto di vista economico. Il perché lo spiega il primo cittadino di Blessagno, Marco Longoni: «Nessuno ci toglierà mai la nostra identità, ma chi ha pensato a questi accorpamenti non ha certo fatto un favore a Comuni, pur piccoli, come il nostro. L’accorpamento del servizio di polizia locale comporterà un costo in più per il nostro Municipio. Era un servizio questo che gestivamo in proprio grazie all’unica addetta che oggi si occupa anche dell’anagrafe e della contabilità. La polizia locale sarà in capo a San Fedele e avremo i due agenti a disposizione 30 ore al mese. Certo sarà importante avere un presidio ad esempio all’uscita della scuola primaria o in altre occasioni. Dovremo però trovare tra le pieghe di un bilancio mai così all’osso i fondi per onorare questo servizio in convenzione. La legge non dà alternative».

Dunque, per ora si parte in quattro, in attesa che anche Ponna si unisca a Blessagno, Ponna, San Fedele e Casasco. Per la Val d’Intelvi, dove i campanili hanno ancora la loro rilevanza, è un passo che ha una valenza storica. Il sindaco di Blessagno, però, si spinge oltre: «Che senso ha accorpare servizi che poi vanno a gravare sulle casse dei singoli Comuni. A questo punto, meglio la fusione. Chi deve decidere lo faccia in tempi brevi, senza dimenticare che comunque i singoli Municipi sono presidi insostituibili sul territorio». Dunque, la soluzione potrebbe essere quella di una fusione calata dall’alto, snella e sostenibile sotto tutti i punti di vista. Il dibattito resta aperto.

di Marco Palumbo (il Giorno di Como)

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Gennaio 2012 23:12

I tòr

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i toriI tòr (I tori)

Il gioco dei "tori" si faceva in piazza. Quale piazza? La piazza. 
A Milano quando si dice "in Galleria” nessuno chiede quale galleria!

La pavimentazione della piazza era in terra battuta (ideale per molti giochi) ma lungo tutto il suo lato nord passava (e passa) la strada principale del paese, che allora aveva il fondo di ciottoli e in quel tratto divideva la piazza dalle case.

Il gioco contrapponeva due squadre che in origine si chiamavano rispettivamente Tòr (Tori) e Pnstùu (Pastori). l Tori avevano facoltà di "incornare" i Pastori ai fianchi con zuccate alle quali i Pastori opponevano i gomiti, ma questa pratica non era molto seguita perché agli effetti del risultato della partita poteva essere controproducente per i Tori. Anche per questo il gioco fini col chiamarsi semplicemente i Tòr e col contrapporre due squadre di Tori.

Le squadre si formavano col solito sistema di scelta alternata dei componenti da parte dei due più quotati per quel tipo di gioco e che avevano fatto a "pari e dispari". Se era presente, uno dei due era inevitabilmente il Zipìn dal Togn che aveva veramente la struttura e la forza di un torello e che spesso risultava determinante per la vittoria della squadra cui apparteneva.

Le regole del gioco erano semplicissime. Una squadra si schierava tutta sull’acciottolato e l’altra la fronteggiava sulla terra battuta (una linea continua di pietre interrate con l’acciottolato segnava visibilmente il confine tra le due zone). Al ”pronti, via!" tutti i componenti di una squadra, tenendosi in qualche modo uniti tra loro, si buttavano su quelli dell’altra afferrandoli il più saldamente possibile in qualunque parte del corpo (ricordate il “prendi come puoi" della lotta libera?) e cercando di trascinarli tutti sul proprio terreno, così vincendo la partita.

Insomma, era una specie di tiro alla fune senza la fune in cui immediatamente le due squadre trasformavano lo schieramento iniziale in un groviglio inestricabile, fondendosi in mischie che non avevano nulla da invidiare a quelle del "rugby".

D’accordo, era sopra tutto un gioco di forza, ma non solo di forza: perché oltre che ”tirare" si poteva anche "spingere" dopo aver aggirato gli avversari (senza mai staccarsi dal gruppo per non indebolire la propria squadra: ecco un motivo per cui si rinunciava a ”incornare”); perché occorreva cogliere gli avversari nei loro momenti critici; perché si doveva magari fingere un cedimento che preludeva invece allo strattone finale che portava tutti i tori dell’acciottolato sulla terra battuta, o viceversa.

Il gioco aveva fasi alterne di predominio dell’una o dell’altra squadra e il risultato restava in bilico finché anche uno solo dei componenti di una squadra teneva un piede sul proprio terreno, mentre tutti i suoi compagni stavano ormai combattendo in campo avverso. Quando anche quell’uno cedeva la partita finiva e se ne cominciava un’altra semplicemente invertendo le posizioni di partenza.

Ora vinceva una squadra, ora l’altra. Il gioco era violento ma non cattivo né pericoloso: alla fine si contavano "feriti" soltanto fra gli indumenti e gli unici ”morti" che restavano sul terreno erano i bottoni!

Tratto dal libro di Deo Ceschina
Si ringrazia la moglie Elisa Ceschina per la pubblicazione

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Gennaio 2012 13:14

Concessione degli Alpi di Orimento e di Gotta

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Comunità Montana IntelveseINDAGINE ESPLORATIVA DEL MERCATO

Avviso esplorativo per manifestazioni di interesse alla Concessione degli Alpi di Orimento e di Gotta e di altri fabbricati destinati a finalità turisticoricreative e culturali rispettivamente nei Comuni di San Fedele Intelvi e Pellio Intelvi (CO), finalizzati ad un utilizzo multifunzionale con prevalenza per le per attività d’alpeggio, ricettiva, didattico-culturale.


1. Oggetto

La Comunità Montana Lario Intelvese (C.M.L.I.), come disposto con deliberazione della Giunta Esecutiva n.47/21.12.2011, intende verificare l’eventuale disponibilità di soggetti interessati alla concessione per la gestione multifunzionale ed integrata dei seguenti Alpi:

Orimento, in Comune di San Fedele Intelvi, di proprietà della Comunità Montana Lario Intelvese, superficie complessiva di pascolo di ha 22 circa, carico ottimale di 18 UBA, con annessa stalla con caseificio d’alpe, struttura ricettiva con 16 posti letto, Ecomuseo con Sala convegni attrezzata e bar bianco (vedi schede allegate).

Gotta, in Comune di Pellio Intelvi, nella Foresta Demaniale Regionale “Monte Generoso” Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.), di proprietà di Regione Lombardia, superficie complessiva di pascolo di ha 8 circa + 10 ha pascolo cespugliato, carico ottimale di 12 UBA, con annessa stalla e due fabbricati ad uso ricettivo, con 16 posti letto (vedi schede allegate), in fase di concessione alla Comunità Montana da parte di ERSAF.

I due Alpeggi distano tra di loro 2 km circa.

L’intero compendio Orimento-Gotta è stato oggetto di importanti investimenti nell’ambito di interventi di programmazione integrata, quali l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) “Magistri Comacini”, il Progetto Integrato d’Area (PIA) “Ecolarius”; il Grande Progetto di Montagna (GPM), “Progetto di sviluppo delle Prealpi comasche”; l’Interreg IIIA ”Progetto strategico per la promozione del turismo ambientale nel territorio transfrontaliero”, il Programma valorizzazione patrimonio immobiliare (ProValPi) della Regione Lombardia, cofinanziati da numerosi soggetti pubblici e privati.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Gennaio 2012 07:31

Magistri Intelvesi

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Corriere di Como

Gli artisti dei laghi sbarcano su Internet

Affreschi Magistri IntelvesiVenerdì 23 Dicembre 2011

Tesori locali - Una nuova rivista internazionale online diretta da un docente universitario studia l’opera dei “Magistri cummacini” in area insubrica

Recuperare il senso di una storia comune. È questo l’obiettivo che si pone Artisti dei Laghi, la nuova rivista culturale online tutta consacrata alla storia dell’arte e in particolare dedicata all’epopea plurisecolare dei “Magistri cummacini”. Tra pochissimo la si potrà leggere dalle pagine del sito Internet di Appacuvi, l’associazione culturale dell’area intelvese che ebbe tra i suoi fondatori anche la filologa dell’Università di Pavia, Maria Corti.

Con questa iniziativa, però, il sodalizio vallintelvese, che si è molto prodigato per segnalare e denunciare il degrado dei monumenti nel nostro territorio e proporre la salvaguardia dei nostri più importanti tesori d’arte, raggiunge una dimensione geografica decisamente superiore, praticamente planetaria.

«Artisti dei Laghi sarà pubblicata in tre lingue», spiega infatti Andrea Spiriti, che è professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università degli Studi dell’Insubria, nonché direttore scientifico della nuova rivista.

«Quella originaria dell’autore dell’articolo - continua il professor Spiriti - poi l’inglese, lingua franca della comunicazione scientifica internazionale, e infine l’italiano. In questo modo vogliamo raggiungere il massimo dell’esposizione globale».

Al centro dell’attività della nuova rivista, che avrà frequenza annuale con il primo numero in uscita in questi giorni di Natale - «Ma anche il secondo è praticamente già fatto», commenta Andrea Spiriti, soddisfatto per l’accoglienza che la comunità scientifica ha riservato al nuovo strumento di divulgazione - saranno dunque quei millequattrocento anni dall’Editto di Rotari, il sovrano longobardo che per primo riconobbe dignità e autonomia ai maestri muratori della regione dei laghi, fino ai primi decenni del ventesimo secolo.

«“Cummacini”, “cum machinis”, perché erano maestri nell’utilizzo di ponteggi e tecnologie costruttive, nello sfruttamento delle migliori qualità e caratteristiche dei materiali. E sapevano, per prima cosa, che la bontà di un lavoro dipende dalla cura dei dettagli, dall’attenzione anche al più piccolo dei particolari», dice il professore dell’Università dell’Insubria.

Il vero segreto dei “Magistri cummacini”, però, è stata la capacità di creare un sistema, di lavorare tutti insieme, fare team, come si direbbe oggi.

«Avevano dei legami familiari e con il territorio fortissimi. I mesi invernali, durante i quali chiudevano i cantieri e tornavano a casa, in Valle Intelvi, in Valsolda, a Porlezza, Lugano, Carona, Melide, Bissone, Campione, in Valle di Muggio e nelle altre località di cui erano originari, servivano anche per rinsaldare i vincoli di parentela, da cui tutto dipendeva. E poi, particolare non insignificante, per scambiarsi informazioni sui progetti fatti, sulle tecniche di costruzione, sui clienti. È grazie a questo particolare sistema di formazione che dovunque abbiano lavorato, dall’Italia meridionale ai Paesi baltici, dalla Scandinavia all’Ucraina, troviamo un’incredibile continuità nelle tecniche di progettazione e di lavorazione».

La civiltà europea deve moltissimo a questi “muratori”. Ci sono capitali storiche, come Praga o San Pietroburgo, che sono state praticamente costruite dai mastri edili delle valli del Lario e del Ceresio.

«Si può dire che siano stati loro a costruire il nostro mondo: da Madrid a Stoccolma, da Cracovia a Napoli», dice il professore Andrea Spiriti.

Eppure, questo loro ruolo è quasi misconosciuto: si conoscono i nomi più importanti, i Francesco Borromini, per citarne uno, ma si ignora completamente l’importanza del sistema-“Magistri cummacini”, quella loro capacità di fare team, di organizzare il lavoro, di puntare alla solidità del risultato.

«La storia vuole che quando il Re di Polonia venne messo di fronte alla scelta tra il progetto di un architetto fiorentino e quello di un maestro delle terre dei laghi, scelse quest’ultimo, perché i “Magistri cummacini” garantivano sia la consegna del progetto terminato, sia la qualità del lavoro. Quante volte, invece, i grandi del Rinascimento fiorentino e romano, perfino gli Alberti e i Brunelleschi, sono stati ad abbandonare un progetto perché impossibilitati a completarlo?».

A cosa è dovuto questo oblio, sia pure parziale, della storia degli “Artisti dei Laghi”?

«Alla mancanza di un senso comune del territorio e della storia», risponde il direttore scientifico della nuova rivista. Esattamente ciò che questa pubblicazione appena varata sul web Artisti dei Laghi si propone di recuperare con il contributo internazionale dei suoi studiosi.

Franco Cavalleri

Nella foto: Gli affreschi della chiesa dei Santi Nazaro e Celso a Scaria, in Valle Intelvi, uno dei tanti capolavori dei Maestri comacini

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Dicembre 2011 20:13

Un Pigrese sul podio

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kevin olivieriKevin trionfa a Macolin, i Kids quinti a Somma Lombardo

Titolo svizzero per Oliveri

Sabato 19 novembre a Macolin il chiassese Kevin Oliveri ha vinto le Finali nazionali della categoria -73 kg cadetti di judo.

Tre gli incontri vinti tutti per ippon. Concentrazione perfetta, presenza di spirito e varietà negli attacchi sono stati gli elementi caratteristici di una maiuscola prestazione.

All’ultimo anno della categoria cadetti Kevin non ha mancato l’appuntamento con il podio e addirittura ha centrato l'obiettivo massimo.

Grande la soddisfazione al DYK, il titolo conferma l'ottimo momento della società.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Dicembre 2011 14:30

Funivia

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Funivia Argegno - PigraBuon anno Funivia

GRANDE ANNO PER LA FUNIVIA ARGEGNO-PIGRA

Il sindaco di Pigra, Claudio Romanò, conferma gli incredibili dati di utilizzo della nostra funivia.

i passeggeri funivia al 30/11/2011 sono 29.450, risultato di cui sono molto soddisfatto sperando che il prossimo anno venga confermato.

Quindi alla fine dell'anno si può ragionevolmente pensare che si superino tranquillamente i

30.000 passeggeri.

La crisi che attanaglia l'italia, l'europa ed in generale il mondo intero non ha nemmeno sfiorato la Funivia.

Il prossimo anno sarà sicuramente migliore.

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Dicembre 2011 13:32

Autunno Intelvese

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Colori d'autunno in valle d'Intelvi

autunno intelvese

Cadono le foglie

Cadono già le foglie. Sono stanche.

Hanno visto tant'acqua e tanto sole.

autunno intelvese

Sbocciate con le tenere viole,

cadono prima delle nevi bianche.

La loro vita dura una stagione:

cadono a sciami, a sciami frusciando;

autunno intelvese

i bimbi le sparpagliano passando

e le raccolgono a farsene corona.

Il vento le trasporta in mulinello

e soffia e picchia con malinconia;

autunno intelvese

esse fan tutti gli anni questa via:

parton col brutto e tornano col bello.

(R. Callevi)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Novembre 2011 21:08

Tarlo asiatico

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«Tarlo asiatico, un pericolo»

L'esperto «È vorace e in grado di attaccare piante sanissime» Campagna di affissioni in metrò«Sta rovinando le piante in città»Allarme per il tarlo asiatico

MILANO - Il tarlo asiatico è entrato in letargo, non chi lotta per contrastarlo. In metrò, sono apparsi i nuovi manifesti della campagna della Regione: «Tarlo asiatico, un pericolo per il nostro ambiente». Un appello alla popolazione, perché segnali la presenza dei fori lasciati sulle piante dal vorace coleottero, visibili soprattutto ora che gli alberi si presentano spogli. Del temibile insetto sbarcato, pare nascosto tra i Bonsai, dalla Cina e individuato per la prima volta a Parabiago nel 2000, sono stati trovati focolai nel Parco delle Cave e nel Bosco in città, divenuti un laboratorio d'interesse comunitario. Da un paio d'anni, grazie alla campagna di prevenzione, altri focolai sono stati individuati anche nel bresciano, tra Montichiari e Gussago.Le affissioni contro il tarlo asiatico in metropolitana.

IL TARLO «PERICOLO PUBBLICO» - Il coleottero, che da adulto raggiunge dieci centimetri di lunghezza, è considerato «pericoloso», perché estremamente aggressivo, come spiega il professor Mario Colombo, entomologo dell'Università degli studi e docente di lotta biologica integrata al dipartimento DIPSA della facoltà di Agraria. «È vorace e in grado di attaccare piante sanissime. Risparmia le resinose - aggiunge Colombo - ma si nutre della gran parte di piante presenti nelle nostre città e nei nostri boschi, platani, ippocastani, faggi, e può divorano anche le piante di rose». Da undici anni al Bosco in città gli esperti monitorano i grossi coleotteri. «Lo scorso anno, 42 insetti, 56 fori. Quest'anno solo 3 insetti e 7 fori», spiega Silvio Anderloni, direttore del Centro di forestazione urbana di Italia Nostra, che ha in gestione Bosco in città. Le ordinanze per il controllo del tarlo asiatico sono categoriche: dove c'è un foro, la pianta va abbattuta. Quel foro è la porta d'uscita dalla pianta della larva ormai pronta a "sfarfallare", a trasformarsi in insetto adulto. «L'insetto femmina con le mandibole stacca leggermente la corteccia e depone le uova in una sorta di tasca - spiega l'esperto -. Una volta larva, può impiegare da uno a due anni per crescere. Scava all'interno della pianta ospite e si nutre del legno. Quando è pronto, abbandona il tronco con questo foro che rimane ben visibile. In un solo albero possono trovare ospitalità trenta larve».

LA CAMPAGNA DELLA REGIONE - La Regione ha messo a disposizione un numero verde per le segnalazioni (800.318.318) e una email: asiatico@regione.lombardia.itl. Anderloni dice ancora che «al Bosco in città stiamo sperimentando un metodo di lotta attraverso il monitoraggio di tutte le specie sensibili all'attacco del tarlo e trattiamo solo queste piante con prodotti a basso impatto ambientale». Mentre al Dispa hanno scoperto un metodo di lotta biologica: «Utilizziamo una piccola vespa che si nutre delle uova del tarlo asiatico - conclude il professor Colombo -. Questa vespetta depone le sue uova all'interno dell'uovo del tarlo e lo annienta. Abbiamo studiato il modo di parassitizzare le uova dei tarli, allevato e distribuito con unità di ricerca franco americane queste piccole vespe. Nel caso di invasioni biologiche, la lotta biologica integrata ha dimostrato di avere la migliore efficacia».

Paola D'Amico

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Novembre 2011 14:45

Emergenza castagno

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castagneEmergenza castagno: un milione di euro per combattere il cinipide

Al tavolo tecnico tenutosi lo scorso 22 settembre presso il Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali con la partecipazione di esponenti di Regioni, amministrazioni provinciali e comunali e associazioni di categoria, è stata messa a punto una strategia a livello nazionale contro ilDrycosmus kuriphilus, il cinipide galligeno del castagno.

Prima mossa: la costituzione di 15 nuovi Centri di moltiplicazione dell'antagonista naturale del Drycosmus kuriphilus rappresentato dal parassitoide Torymus sinensis. L'obiettivo è quello di razionalizzare la lotta al cinipide secondo i tempi e le modalità di intervento che il territorio richiede a livello locale. I Centri, per i quali sono stati stanziati 600.000 euro, verranno istituiti sui territori delle 12 Regioni ritenute più importanti per le produzioni castanicole.

OrtiCultura

Nell'ambito delle attività previste dal Piano di settore castanicolo, approvato nel novembre 2010 dal Comitato Stato-Regioni e Province autonome, al fine di limitare in maniera tempestiva i danni nei castagneti da frutto, il Tavolo di filiera frutta in guscio – sezione castagne ha ritenuto prioritarie le seguenti linee di azione, finanziate con D.D. 15902 del 08 agosto 2011 per un importo complessivo di 1.000.000 di euro.
Verrà inoltre potenziato, con un fondo di 340.000 euro, il Centro di moltiplicazione del Torymus sinensis (presso il Divapra dell'Università di Torino, gestito dal professor Alberto Alma, che è stato il primo laboratorio a occuparsi della moltiplicazione del Torymus). Tale potenziamento è necessario per innescare la moltiplicazione dell'antagonista del cinipide nei Centri regionali, fornendo coppie già selezionate, rifornendo le Regioni di Torymus da lanciare in attesa che i Centri regionali ne producano autonomamente.

Verranno infine realizzate tre workshop formativi, anche di più giorni, per i tecnici regionali. Per questa azione sono stati destinati 60.000 euro.

Al momento il ministero delle Politiche agricole ha chiesto formalmente alle Regioni interessate da questi interventi di predisporre un progetto esecutivo nel quale, oltre al dettaglio dei costi specifici, si devono indicare le aree scelte per realizzare i Centri di moltiplicazione, nonché le aree dove effettuare i punti lancio dell'antagonista.

Sono stati inoltre comunicati i parametri considerati per la costituzione dei Centri di moltiplicazione e di lancio delle Regioni. Questi parametri riguarderanno le superfici investite a livello regionale a castagno e castagno da frutto, il valore delle produzioni castanicole regionali e, infine, le richieste pervenute dalle Regioni per il potenziamento o realizzazione di nuovi Centri.

Fonte: Agronotizie

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Ottobre 2011 12:21

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